AGI - “Ogni vita merita rispetto secondo quella metafora per cui siamo tutte gocce di un grande oceano”. Quindi, “avrei potuto essere meno impulsivo e più riflessivo”. Mario Roggero, davanti ai giudici del tribunale della Sorveglianza di Milano, non pronuncia la parola pentimento ma parla piuttosto di “una rivisitazione critica” della sua condotta.
Mario Roggero in tribunale a Milano
Il gioielliere è stato condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo malvivente dopo l’assalto del suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo il 28 aprile 2021. Questa mattina ha rilasciato dichiarazioni spontanee in aula nell'udienza sulla richiesta di differimento della pena presentata dal suo avvocato in vista della domanda di grazia. I giudici si sono riservati sulla decisione.
Roggero, 72 anni, è detenuto nel carcere piemontese di Bollate dal 17 luglio scorso dopo che la sua condanna è diventata definitiva. Nella stessa giornata la moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, aveva presentato la domanda di grazia.
"In carcere ho avviato un percorso di rivisitazione critica"
"In questi due mesi di detenzione ho avuto tempo per pensare e ho avviato un percorso di rivisitazione critica della mia condotta", ha detto Mario Roggero ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano, secondo quanto riferito al termine dell'udienza dall'avvocato Stefano Marcolini. "Ogni vita merita rispetto secondo quella metafora per cui siamo tutte gocce di un grande oceano", ha aggiunto il gioielliere rivolgendosi ai magistrati.
Il tribunale si riserva sul differimento della pena
“Il Tribunale si è riservato di decidere sull’istanza di differimento pena”, ha spiegato il difensore di Roggero. “Nella dichiarazione spontanea, Mario ha fatto riferimento al fatto che ogni vita merita rispetto e che quindi, probabilmente, in quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere una condotta diversa, diversa e più mite”.
L'avvocato di Roggero: "Parlare di pentimento? Ora è inappropriato"
Alla domanda se si possa parlare di una sorta di pentimento da parte di Roggero, l'avvocato Marcolini ha precisato: “Il sostantivo ‘pentimento’ non è stato utilizzato in udienza. Parlerei più appunto di questo percorso di revisione critica della propria condotta che comunque porta lì. Parlare di pentimento mi pare in questo momento inappropriato”, ha precisato ancora.
Per la pg l'istanza della difesa è inammissibile
La pg Emma Ganbardella ha chiesto di dichiarare inammissibile la richiesta di differimento della pena presentata dall’avvocato Stefano Marcolini, legale di Mario Roggero.
“Ci siamo soffermati su tutti i problemi tecnici sottesi alla domanda di riferimento che abbiamo che abbiamo fatto - ha spiegato Marcolini -. Il Tribunale era ben consapevole di tutto quello che è successo alla Sorveglianza di Torino e anche della recente decisione torinese e ci siamo posti il problema se quindi Milano possa entrare nel merito oppure no. La procuratrice generale ha ritenuto di no ha chiesto che la nostra istanza venga dichiarata inammissibile. Io invece, spero in modo convincente, ho spiegato perché Milano poi deve decidere e il Tribunale di Sorveglianza si è ovviamente riservato nei prossimi giorni con i tempi con suoi. I giudici si sono riservati”. L’avvocato ha inoltre affermato che impugnerà davanti alla Cassazione il diniego al differimento della pena pronunciato dai magistrati torinesi.
